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Gli effetti dell’inflazione non si placano. Come stanno reagendo i consumatori di fronte all’aumento del costo della vita?

Pubblicato Sep 01, 2023

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Gli effetti dell’inflazione non si placano. Come stanno reagendo i consumatori di fronte all’aumento del costo della vita? E quali sono le loro aspettative per i mesi a venire? La più recente wave del Barometro Globale dei Consumatori di Toluna ha coinvolto 15.848 rispondenti provenienti da 19 mercati, con l’obiettivo di sondare a fondo i cambiamenti nel sentiment e nei comportamenti. Ecco ciò che è emerso.

Alla ricerca di nuovi modi per risparmiare

Sebbene il 37% degli intervistati globali preveda di spendere di più nei prossimi 3 mesi, non mancano i tentativi di limitare i danni al portafoglio: 3 partecipanti su 10 affermano, per esempio, che visiteranno più negozi alla ricerca del miglior prezzo disponibile, mentre un quarto sostiene che passerà a supermercati più economici o acquisterà prodotti private label. Non sorprende, quindi, che il prezzo sia considerato il principale driver decisionale, seguito dalla qualità.

In tale contesto, dunque, salute e sostenibilità sembrano restare in secondo piano. Eppure c’è ancora pressione sui brand perché aiutino il consumatore a prendere decisioni positive e convenienti per la propria salute. Il 59% dei panelisti vorrebbe, infatti, acquistare più alimenti e bevande basandosi su fattori relativi alla salute, ma non può permetterselo; 3 su 4, inoltre, ritengono che i brand alimentari dovrebbero proporre un’offerta migliore di prodotti salutari.

L’effetto dell’economia sul benessere dei consumatori

Quasi 4 partecipanti su 10 (38%) dichiarano di sentirsi più stressati a causa dell’attuale clima economico, con un aumento di 4 punti percentuali rispetto a gennaio 2023. Stress che si manifesta in vari modi: acquisto di prodotti meno salutari (21%), consumo inferiore di cibi sani (21%), riduzione dell’attività fisica (17%) e, in generale, meno attenzione al benessere a causa di altre priorità (17%).

Molti rispondenti, inoltre, si definiscono preoccupati per quanto riguarda il proprio stato occupazionale. Il 36% sostiene di essere disoccupato, di avere un impiego ridotto o di temere per il proprio lavoro. La percentuale di preoccupazione sale al 42% nella fascia di età 18 e i 44 anni, mentre si ferma al 31% tra i rispondenti over 45.

Il lusso tra tagli e rinunce impossibili

Beni e servizi di lusso sono la prima categoria a subire il cosiddetto “taglio alle spese”, tanto che il 41% dei partecipanti al sondaggio afferma che nel 2023 spenderà meno per questa tipologia di prodotti. Per i brand del settore, però, non tutto è perduto: il 30% dei rispondenti ammette, difatti, che non può rinunciare, anche in tempi difficili, ad alcuni beni di lusso.

Quasi 4 consumatori su 10 (37%) hanno acquistato nell’anno in corso soluzioni di lusso o prevedono di comprarle entro il 2024. Gli acquirenti di questa categoria merceologica favoriscono lo shopping in negozio (più di 6 su 10 scelgono gli store fisici, sia in punti vendita del brand che nei grandi magazzini), mentre poco più della metà opta per il canale online.

Ottimismo per il futuro nonostante le apprensioni del presente

Con più di un terzo (34%) dei consumatori globali che ritiene che le organizzazioni finanziarie non siano state sufficientemente di supporto nella loro risposta alla crisi economica, l’ultima rilevazione del Barometro fornisce importanti indicazioni per le aziende che vogliono sostenere al meglio i propri clienti.

4 intervistati su 10 asseriscono di essere molto preoccupati per la propria sicurezza finanziaria nelle attuali circostanze economiche, con un aumento continuo rispetto al 37% di marzo 2022 e al 30% di maggio 2021. La preoccupazione è maggiore nelle Americhe (58%), che superano di gran lunga l’Europa (36%) e le aree APAC e MENA (36%).

Tuttavia, non mancano segnali di ottimismo: il 43% dei partecipanti alla survey ritiene che la propria situazione finanziaria personale migliorerà entro la fine del 2023 e, nonostante le forti preoccupazioni, la fiducia è più alta proprio nelle Americhe, dove il dato raggiunge il 68%.

Nel complesso, la ricerca testimonia la necessità per le aziende di continuare a evolvere le modalità con cui supporta i clienti in tempi di difficoltà economiche. Sebbene molti intervistati, infatti, dimostrino positività per ciò che riguarda il futuro della propria condizione finanziaria, più di 6 su 10 scelgono di posticipare le spese importanti della vita e la metà riduce gli acquisti. Poiché il carovita continua a colpire i consumatori, è fondamentale che le aziende siano in grado di offrire loro sostegno e flessibilità, migliorando, sviluppando e cambiare la propria offerta per soddisfare le mutevoli esigenze dei clienti.

Per saperne di più sul cambiamento del sentiment e dei comportamenti dei consumatori nel contesto della crisi economica, scarica qui la Wave 22 del Barometro Globale dei Consumatori di Toluna.

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